Tonno rosso nella CITES?
Da molto tempo il problema dell’eccessiva pressione alieutica (overfishing) ad uso alimentare del tonno rosso è agli onori della cronaca mentre recente è la proposta da parte di alcuni stati membri della UE di inserire il tonno rosso tra le specie indicate nella CITES.
La CITES è un importante strumento che coniuga conservazione e gestione delle risorse naturali; attraverso le sue misure è possibile fare la differenza per la tutela del tonno e di altre migliaia di specie, consentendo una corretta amministrazione delle risorse.
La sigla CITES significa “Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora” (in italiano “Convenzione sul commercio internazionale di specie di fauna e flora minacciate d’estinzione” o, più semplicemente, “Convenzione di Washington”). Si tratta di un accordo internazionale tra governi – siglato nel 1960 – volto a controllare il commercio di animali e piante (vivi, morti o parti e prodotti da essi derivati) in quanto lo sfruttamento commerciale costituisce, unitamente alla distruzione degli ambienti naturali, una delle principali cause del rischio di estinzione per numerose specie.
La CITES fa parte delle attività del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ed è stata riconosciuta dall’Italia nel 1980. Viene applicata in oltre 130 Paesi del mondo. A scadenza periodica l’elenco delle specie a rischio viene aggiornato da commissioni di biologi e ricercatori.
Le specie a rischio d’estinzione prese in considerazione nella CITES sono suddivise in tre Appendici:
Appendice I: specie gravemente minacciate di estinzione per le quali è rigorosamente vietato il commercio;
Appendice II: specie il cui commercio è regolamentato per evitare sfruttamenti incompatibili con la loro sopravvivenza (gli esemplari devono essere accompagnati da documento d’esportazione numerato);
Appendice III: specie protette da singoli Stati per regolamentare le esportazioni dai loro territori.
La CITES, tuttavia, non è l’unico documento internazionale volto alla salvaguardia delle specie a rischio d’estinzione. Anche l’Europa di recente si è data delle regole recepite dagli Stati dell’Unione raccolte nel Regolamento (CE) 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996, in seguito aggiornato con il Regolamento (CE) n° 2724/2000 della Commissione del 30 novembre 2000.
In Italia l’attuazione della Convenzione di Washington è affidata a diversi Ministeri (Ambiente, Finanze e Commercio con l’Estero) sebbene la parte più importante sia svolta dal Ministero delle Politiche Agricole che ha istituito il Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato. Il Servizio CITES cura la gestione amministrativa ai fini della certificazione e del controllo tecnico-specialistico degli esemplari importati.
Il Ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo si è schierata, raccogliendo il giusto plauso degli ambientalisti, al fianco del gruppo di Parlamentari che sostiene la proposta di inserimento del tonno rosso nella CITES, riconoscendo quindi ufficialmente l’urgenza e la necessità di tutelare tale specie. Qui trovate il comunicato espresso dal Ministero.
