SETTIMANA DECISIVA PER IL TONNO ROSSO
Fiochi spiragli si intravvedono sull’esito dello scontro in sede europea tra Commissione Pesca e Stati Mediterranei sul destino della pesca del tonno rosso. Nemmeno al Coreper (Comitato dei rappresentanti permanenti) di venerdì scorso è stato raggiunto infatti l’accordo sulla proposta della Commissione orientata ad ottenere dagli Stati Membri un mandato libero per negoziare ulteriori riduzioni della quota di cattura in vista della sessione annuale dell’ICCAT (Commissione internazionale per la conservazione dei tunnidi in Atlantico), che prenderà il via il 17 novembre a Parigi. Mandato libero per richiedere una riduzione fino al 50% della quota UE (cioè da 13.500 a 6000 tonnellate) secondo quanto sollecitato dal Commissario Damanaki, fermamente contrastato dagli Stati membri Mediterranei, sulla base, non politica ma scientifica, del parere espresso ad ottobre dallo stesso comitato scientifico dell’ICCAT. I ricercatori dell’ICCAT, nel registrare segnali positivi di recupero dello stock, hanno infatti evidenziato che il mantenimento della quota allo stato attuale consentirebbe il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità entro il 2022. Da ciò, secondo quanto ribadito con forza dal ministro Galan, l’assenza di ogni reale e motivata necessità di mettere così sotto pressione i pescatori ed il settore produttivo. Nel lamentare il nuovo niente di fatto in Coreper, il Commissario Damanaki, pur consapevole delle divergenze tra gli Stati, è tornata a difendere la bontà della proposta della Commissione volta al dimezzamento della quota europea di cattura, auspicando che Commissione, Presidenza e Stati membri possano raggiungere un accordo in tempo utile. Si tenterà di lavorare ad un compromesso in una nuova riunione del Coreper convocata per il prossimo 17 novembre, giorno di inizio del negoziato ICCAT, che si protrarrà fino al 27 novembre. Lega Pesca, sostenendo l’azione politica intrapresa dal Ministro Galan, con l’appoggio delle Associazioni europee di Europeche e Cogeca, e dello stesso Consiglio consultivo per il Mediterraneo (CCR MED), continua a denunciare la posizione fortemente pregiudiziale della Commissione Europea. Su una partita così complessa e delicata, la Commissione non ha solo dimostrato di non voler tenere conto dei pareri scientifici, incalza Ettore Ianì, presidente di Lega Pesca, ma anche di essere disposta a sacrificare, sull’altare di un mero conservazionismo delle risorse, il sereno dialogo e la necessaria consultazione con le parti sociali ed economiche. Con sano realismo, visti i precedenti, rimaniamo scettici sulla possibilità di tenere testa a questa ferma determinazione della Commissione, ma auspichiamo quantomeno che si maturi la consapevolezza di non poter tener più separati, come avvenuto finora, gli interventi gestionali e le misure socioeconomiche, e che qualsiasi ulteriore intervento di riduzione delle quote debba prevedere un indispensabile piano di accompagnamento socioeconomico. E’ necessario raggiungere una sintesi tra evidenze della ricerca, gestione razionale delle risorse e difesa del lavoro, come impone lo stesso principio precauzionale, quando prevede di tener conto dei costi socioeconomici delle misure. L’esperienza suggerisce prudenza e cautela. Debole è la fiducia che possa essere raggiunta tale sintesi virtuosa tra sostenibilità ambientale ed economica, ma la speranza è l’ultima a morire.
(fonte agenparl.it)