Autodisciplina 2008

Novità dalla Provincia di Biella

Con le delibere approvate questa mattina nell’ultima seduta di giunta della legislatura si conclude il percorso con cui la Provincia ha “rivoluzionato” il mondo della pesca biellese. Le novità sono quattro, tutte importanti: vietati gli ami con apertura inferiore a 7 millimetri, pesca aperta tutto l’anno alla trota iridea a alla carpa anche di notte, nuove zona di pesca “no kill”.

Vediamo nel dettaglio i limiti, le regole, i divieti e le modifiche. Dal primo luglio chi usa esche naturali dovrà montare ami con apertura superiore ai 7 millimetri: quelli più piccoli rischiano di essere inghiottiti per intero dal pesce squarciandogli lo stomaco. Il divieto riguarda le cosiddette acque salmonicole, vale a dire quelle classificate come di montagna.

La pesca alla trota iridea sarà consentita, nelle sole acque ciprinicole e cioè di pianura, anche nel periodo invernale durante il quale attualmente era proibita. Sarà inoltre consentita, nelle sole acque di pianura, la pesca alla carpa nelle ore dopo il tramonto e prima dell’alba.

E veniamo a quella che è la novità più importante, oggetto in questi anni di numerose richieste da parte dei rappresentati delle associazioni dei pescatori: dal primo luglio saranno istituite 3 nuove zone “no kill”, in cui cioè è obbligo rilasciare il pesce non appena pescato.

La prima lungo il torrente Elvo nei comuni di Occhieppo superiore e Muzzano, precisamente dalla passerella del lago Apos per 500 metri verso monte. Le altre due riguardano il torrente Cervo: una a Campiglia Cervo dal rio Concabbia alla “lama della scuola” e l’altra dal ponte di Chiavazza fino al ponticello di via Craveia a Tollegno. Nelle zone “no kill” la pesca è consentita a chi è in possesso della regolare licenza, con ami privi di ardiglione e apertura non inferiore ai 7 millimetri e nel rispetto del regolamento, che prevede di “slamare” il pesce stando in acqua e a mano bagnata.

Le eventuali sanzioni per chi non rispetta queste regole vanno dai 50 ai 300 euro. Le nuove disposizioni e il percorso che ha portato all’approvazione delle modifiche sono stati condivisi dalla Provincia con il comitato consultivo per la pesca.

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