Autodisciplina 2008 – Etica di pesca

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Associazione?

UtenteMessaggio

20:58
6 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Facendo seguito alla email inoltrata ai sottoscrittori apro questo 'spazio dibattito' per chiunque fosse interessato a dire la sua in riferimento a quanto evidenziato da Marco Sammicheli che, personalmente, condivido.

Autodisciplina è uno 'spazio aperto' alle idee, alle proposte, alle eventuali critiche che sarebbe opportuno sfruttare, in un'ottica di crescita in etica e, al contempo, di studio di eventuali possibilità di azione che presuppongono l'esistenza di strutture associative a livello nazionale.

Laura

21:35
6 agosto 2009


flyone

Junior

messaggi20

Una associazione nazionale?Sarebbe fantastico!Non sarebbe solo una novità,per quello che riguarda i fini,ma sarebbe anche una spinta politica verso un possibile rinnovo sul pensiero nei riguardi della pesca,intesa in senso generale,fresh e salt.Non mi sono mai iscritto a nessuna associazione per vari motivi che ritengo opportuno non commentare,ma in questa potrei crerderci veramente.Certo che le problematiche sono infinite:come dice nella sua lettera il sig.Sammicheli,anche commentare e/o difendere AD si può considerare un aiuto alla causa,ma io personalmente,non saprei proprio come poter aiutare altrimenti questa possibile associazione,visto la scarsità di tempo libero a mia disposizione(3 uscite a pesca dall'apertura ad oggi!Cry).Come ho già scritto per AD,nel mio piccolo cercherò di dare una mano.

Ciao

Flyone

09:29
7 agosto 2009


matteof

New

messaggi4

Ciao a tutti, in particolare fatemi salutare Laura che è da un pò che non sento.

Intervengo sull'argomento dell'associazione, ho letto con interesse la mail e sono sostanzialemnte d'accordo, penso sia corretto prospettare un passo successivo e ritengo che se AD procederà con le idee fin ora portate avanti la pesca e l'ambiente in generale ne avranno solo che da guadagnare.

Permettemi però di esprimere una perplessità, al di là dei contenuti e delle idee, il mio dubbio è sul numero, effettivamente 650 persone, 17 club, su tutto il terriotrio nazionale, non vi sembrano effettivamente poche per avere veramente peso? Giocoforza dovremmo confrontarci con i numeri di UMpem e Fips e quindi la loro posizione potrebbe sempre rivelarsi dominante.

Ovviamente è solo la mia opinione.

Ciao


matteof

10:33
7 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Ciao Matteo,

le tue perplessità sono le mie,  personalmente, e ci tengo a precisare che è solo un mio personale parere, ritengo che sia difficile raccogliere adesioni o sostegno se si è nell'impossibilità strutturale di portare avanti concretamente dei progetti, anche solo di stampo culturale. Credo che le persone sostengano più volentieri e con più serenità qualcosa che ha possibilità di produrre risultati. Ti porto l'esempio dell'iniziativa Bimbi nelle scuole: molti contatti ci hanno chiesto 'chi siamo' intendendo se siamo o meno un'associazione o qualcosa di simile, se abbiamo modo o meno di 'contabilizzare' eventuali offerte che potrebbero arrivare da 'sponsor'…  Ma al di là di questi discorsi pratici penso che nell'attuale panorama associazionistico italiano sia fondamentale portare avanti un dibattito su una eventuale associazione nazionale, che non deve per forza essere autodisciplina così come è oggi, ma sulla quale, a mio avviso è necessario ragionare in modo 'non carbonaro', ma alla luce del sole, sentendo il parere di chi ha voglia di dire la sua e già nelle sue realtà si impegna a fondo. Su unpem: continuo a ripetere che per me ha problemi strutturali che le impediscono di ottenere il riconoscimento nazionale e di funzionare, e questo indipendentemente dal vertice di turno. Ovviamente mio parere. Ciò non toglie che i club che lavorano localmente a nome di unpem sappiano lavorare bene, ma più che grazie ad unpem ritengo sia merito esclusivamente loro e delle persone che si sbattono. Per la federazione potrei dirti la stessa cosa: ci sono realtà locali dove persone lavorano seriamente anche con un occhio alla tutela e non solo per mettere in piedi 'agonismo', ma a livello nazionale la federazione non fa 1/10 di quello che, con gli strumenti che ha, potrebbe fare. Mi piacerebbe che si facesse uno sforzo, in questa sede, tanto per ragionarci su, di un'idea di qualcosa di nazionale che si possa confrontare su temi di interesse nazionale a tutti i livelli, che possa promuovere un concetto di pesca sportiva che è norma in altre nazioni e via così….

Credo che non occorrano grandi numeri per partire, occorrono piuttosto buone teste che sappiano raggiungere i grandi numeri lavorando in modo intelligente, aperto e in una prospettiva di ampio respiro.

E' solo la mia opinione.

Ciao!

11:34
7 agosto 2009


flyone

Junior

messaggi20

""…ci sono realtà locali dove persone lavorano seriamente anche con un occhio alla tutela e non solo per mettere in piedi 'agonismo', ma a livello nazionale la federazione non fa 1/10 di quello che, con gli strumenti che ha, potrebbe fare…""

Ciao Laura,hai perfettamente ragione.Un amico(Giorgio,che ringrazio anche in questa sede!)dell'A.P.Alto Sarca mi ha fatto fare un giro sia nel loro allevamento che in incubatoio e devo dire che per la tutela delle acque,per il progetto Marmorata,per i vari tentativi di ripopolamento dei Temoli,stanno facendo grandi cose,nonostante i vari problemi che incontrano.Non sono un'associazione"importante",ma con un territorio così vasto,come quello che hanno in gestione,riescono a fare un gran lavoro.Purtroppo la nazionalità delle cose,in italia,non funziona un gran chè.Già per associazioni dove sono solamente un'aggregazione di persone,i problemi si trovano,figurati per un'associazione dove serve forza anche a livello politico.Sono però dell'idea che se mai ci si prova,mai si avranno risultati,positivi o negativi che siano.Vedremo!

Ciao

Flyone

21:13
7 agosto 2009


Angelofrank

Junior

messaggi8

Ciao a tutti,

diventare Associazione è un passo importante,scelta che deve essere condivisa negli stimoli e negli obiettivi che ci si propone.

Chiaramente cambiano le carte in tavola, e credo che il parlarne a fondo sia cosa costruttiva.

Cosa fondamentale sarà valutare le nostre forze.

A presto

Angelo

01:21
9 agosto 2009


marble

Vicenza

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messaggi5

buongio….buonanotte a tutti, nuovo iscritto al forum ed anche ad AD, sono Marco e vivo a Vicenza. ho ricevuto anch'io la mail di Sammicheli, e volevo fare alcune riflessioni….

associazione o non associazione, ritengo che il problema non sia solo questo. è vero che per poter operare sia estremamente utile avere un riconoscimento ufficiale (leggi "costituzione in associazione"), ma sebbene mossa da spirito diverso, anche AD non riuscirebbe ad aggregare un numero di pescatori maggiore di altre associazioni o avere un peso nel panorama alieutico nazionale. si verrebbero a creare invece tensioni, conflitti e querelle con le altre associazioni di pescatori (dico pescatori, perchè non solo di pesca a mosca si parla).

piuttosto, perchè non operare come entità super partes e proporre a soggetti interessati un punto di vista "sostenibile" per la pesca o per l'ambiente acquaticoin generale? preparare materiale didattico e divulgativo in quel senso e fare un bombardamento a tappeto a tutte le realtà locali e nazionali per proporre un approccio ecologico e di sostenibilità ambientale delle attività di pesca sportiva.

certo, non tutto va bene per tutti, ma interventi mirati alle varie tecniche di pesca, adeguati e che non suonino anacronistici ed utopistici (non vado a proporre il beneficio del no kill ai  carpisti, che lo fanno megli odi chiunque altro, ma magari ai tocchisti qualcosa del genere sì…).

insomma, operare come entità esterna alle varie associazioni che si dimostrano interessate ad approfondire certi argomenti, come fosse uno studio di consulenza ambientale…. in pratica sensibilizzare…

forse è un po' tardi, non scrivo poi tanto chiaro. andrò a dormire!

sequalcuno ha colto e volesse approfondire quello che ho scritto pocanzi….

buone cose,

Marco

22:01
9 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

marble ha detto:

piuttosto, perchè non operare come entità super partes e proporre a soggetti interessati un punto di vista "sostenibile" per la pesca o per l'ambiente acquaticoin generale? preparare materiale didattico e divulgativo in quel senso e fare un bombardamento a tappeto a tutte le realtà locali e nazionali per proporre un approccio ecologico e di sostenibilità ambientale delle attività di pesca sportiva.

certo, non tutto va bene per tutti, ma interventi mirati alle varie tecniche di pesca, adeguati e che non suonino anacronistici ed utopistici (non vado a proporre il beneficio del no kill ai  carpisti, che lo fanno megli odi chiunque altro, ma magari ai tocchisti qualcosa del genere sì…).

insomma, operare come entità esterna alle varie associazioni che si dimostrano interessate ad approfondire certi argomenti, come fosse uno studio di consulenza ambientale…. in pratica sensibilizzare…


Hai centrato in pieno ciò che vuole essere Autodisciplina, il punto è che anche per fare sensibilizzazione o in ogni caso divulgazione occorrono mezzi e talvolta ti chiedono anche un biglietto da visita 'concreto'. Tu che ne pensi in proposito?

Ciao!


22:03
9 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Angelofrank ha detto:

Ciao a tutti,

diventare Associazione è un passo importante,scelta che deve essere condivisa negli stimoli e negli obiettivi che ci si propone.

Chiaramente cambiano le carte in tavola, e credo che il parlarne a fondo sia cosa costruttiva.

Cosa fondamentale sarà valutare le nostre forze.

A presto

Angelo


Angelo, un grazie particolare per il tuo intervento, pienamente condivisibile e come sempre misurato e concreto. Parliamone. Smile

11:58
10 agosto 2009


marble

Vicenza

New

messaggi5

che dire?

lamia personale opinione è che non si deve entrare in un'ottica politicizzata, in cui in un modo o nell'altro ci si trova una volta ancora a discutere di chi è più bravo o bello ed ad anteporre i propri a quelli degli altri.

è necessario avere il classico biglietto da visita? ok, allora associazione sia! se si costituisce un'associazione c'è bisogno di uno statuto e in quel documento si esplicheranno gli intenti e le finalità. che sia ben chiaro che AD non si pone in nessun modo nei confronti di alcuno, ma che è ben disposta a profondere energie nel divulgare certi concetti.

i mezzi? sponsor, finanziamenti per l'associazionismo, donazioni etc etc, non saprei da che parte iniziare, ma a bussare a varie porte magari succede qualcosa. e poi, con tutti i grossi nomi che hanno aderito, vuoi che non ci siano persone adatte a organizzare lezioni, materiale divulgativo, manifestazioni etc. rientrerebbe nelle due-ttre volte in ci un iscritto potrebbe mettersi a disposizione nel volontariato.

passo importante e preliminare, avere non tanto un grande numero di iscritti, ma un numero eterogeneo degli stessi, rappresentanti di tutte o più le tecniche di pesca. per far questo si può contattare direttamente soggetti che ognuno di noi conosce e/o farsi conoscere e cercare "adepti" nelle manifestazioni o fiere che rappresentano un momento di aggregazione di realtà alieutiche differenti. dal momento in cui AD esce dalla quasi esclusuvutà della pesca a mosca, pur non essendo una prerogativa cercata, allora si aprono finestre concrete in tutto il panorama della pesca e di possibilità di operato.

che si prearino infine delle proposte concrete, da tenere in un cassetto o codificate in programmi o progetti concreti. tipo vado al ristorante, mi danno il menù ed io scelgo cosa voglio mangiare. lavoro preliminare imortante, ma se si sa cosa si riesce a fare, allora si sa cosa si spende in termini di impegno e di mezzi (anche monetari)

a spanne è quello che mi viene in mente adesso.

buone cose,

Marco

12:58
10 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Marco,

che dire lo dico io… hai espresso esattamente tutto quello che si è cercato di esprimere in AD… se questo ti viene in mente a spanne figurati quando ti metti a ragionare sul serio, scusa voleva essere un apprezzamento, spero non frainteso Smile.

Sono assolutamente e personalmente e totalmente d'accordo con l'idea 'super partes' che esprimi, altrimenti…. dove starebbe la novità? E personalmente… se ci fossero le possibilità, preferirei che AD restasse un movimento senza necessità di assumere una forma istituzionalizzata. La mia preoccupazione, e come sempre parlo per me, per confrontarmi, è che senza fondi non si possa neppure fare 'cultura di pesca sostenibile' in un modo davvero buono e interdisciplinare, la tendenza è quella di considerarla qualcosa di piuttosto aleatorio e non concretamente propositivo. Istituzionalizzata, assumerebbe intanto solidità nella forma e negli intenti e non penso ci sarebbero grosse difficoltà per trovare i mezzi per fare una miriade di cose che si potrebbero fare, e non parlo di politica, parlo di divulgazione di un certo tipo di cultura di pesca senza dover per forza sottostare a logiche di 'vendita', ma facendosele in casa propria solo ed esclusivamente per portare avanti gli ideali che abbiamo cercato di far emergere fino ad oggi.

Condivido in pieno l'idea dell'eterogeneità degli iscritti, condizione senza la quale tutta l'idea perde di spessore. A rigirarsela solo tra pescatori a mosca non serve un gran chè.

Anche sul fatto di trovare le persone adatte a fare un certo tipo di cose non credo si troverebbero difficoltà grosse, solitamente alle persone piace trovare modo di divulgare ciò che fanno con passione, anche se, ad oggi, e secondo me il problema è sempre quello della definizione un pò troppo aleatoria di autodisciplina, non mi pare di aver assistito a sgomitate per proporre un'operatività particolare… se le persone si sentissero coinvolte in modo da studiare insieme strategie operative non sarebbe male, anzi direi che sarebbe una benedizione.

Continuiamo a ragionare? Lavoriamo insieme al menù?

Buone cose anche a te. Laura

10:03
12 agosto 2009


marble

Vicenza

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messaggi5

eccomi qui, ragionare ragiono volentieri, a volte sragiono pure.

ricollegandomi all'ultimo tuo concetto "e secondo me il problema è sempre quello della definizione un pò troppo aleatoria di autodisciplina, non mi pare di aver assistito a sgomitate per proporre un'operatività particolare…" una delle cose belle di autodisciplina è proprio questa aleatorietà del tutto; ognuno ha la sensibilità di approvare e coltivare un approccio personale alla pesca in autonomia e con serenità, senza condizionamenti.

se si volesse poi organizzare una certa operatività di divulgazione, allora secondo me sarebbe giocoforza "costituire" una commissione operativa (passami il termine, non mi viene altro al momento) costituit da vari soggetti che per tempo, competenze (leggi competenze nelle varie tecniche di pesca, ma anche conoscenza delle dinamiche ecologiche) e passione possano definire il "menù". da lì si passa ad una concertazione ed n confronto con i sottoscrittori per correggere il tiro e fare di un programma un elemento condiviso da tutti o meno. fatto questo si passa al coinvolgimento di chi potrebbe dare una mano (in questo modo si bypassa il problema di coivolgere persone che non possono materialmente profondere energie in una fase organizzativa che solitamente è fonte di un notevole dispendio di tempo ed energie mentali) che implementano sul lato pratico quanto è stato concordato a priori (dalla redazione di un piccolo articolo, alla promozione dell'offerta divulgativa in realtà locali o sovralocali per competenze territoriali di ognuno…etc etc).

per partire potrebbe davvero essere utile proporsi nelle manifestazioni e fiere in modo diffuso, con un manifesto si, ma anche uno statuto o bozza di "costituzione" nel caso non si parli di associazione o si sia in una fase preliminare. da lì si ricevono anche feedback per meglio capire le realtà e necessità varie.

AD su quante persone potrebbe contare in una fase preliminare, in che termni di impegno (tempo) possono dare un contributo, quanto eterogeneo è il gruppo identificato come operativo? una volta definite queste premesse e verificato che si può partire, si passa alla "distribuzione dei compiti" o alla definizione delle priorità. da lì viene creata la linea d'azione e dalla linea d'azione poi si passa alla realizzazione di progetti, programmi e quant'altro si sia deciso. il menù insomma…. poi si trovi un cuoco che per ogni piatto proposto lo possa cucinare e/o portare a tavola…..

….sto metafora del ristorante mi piace, e mi fa anche venir fame….

dai, per ora direi che sono stato fin troppo prolisso e non me ne vogliate se espongo in un modo troppo…. troppo le mie idee.

sempre e comunque in un'ottica di collaborazione propositiva,

buone cose,

Marco

16:12
12 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Velocemente… (sto partendo per le ferie finalmente, se ne riparla con più calma a settembre)… alcune delle cose che hai enunciato sono state fatte, tipo fiere etc… è anche vero prevalentemente di pesca a mosca (fiera di Bologna a parte)…. direi che la tua 'scaletta' è concreta e propositiva, ma ora non ho davvero tempo di dilungarmi, anche se ci sono un paio di punti su cui farei una riflessione. Tieni in caldo il piatto…. tanto per rimanere in metafora Wink,  magari qualcuno ti offre ulteriori spunti su cui ragionare mentre io…. tengo a riposo il cervello Smile.


Ciao. Laura


10:25
13 agosto 2009


matteof

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messaggi4

Caro marco,

intanto siamo di Vicenza entrambi quindi il piacere è doppio… ritornando all'argomento centrale, le cose che dici tu, la presentazione a fiere ecc, come già accenato da Laura, sono cose che già sono in atto da un pò, così come la partecipazione a svaraite manifestazioni di pesca o gare di costruzione. Inoltre è importante segnalare l'attività lodevole svolta da alcuni menbri, mi riferisco ad esempio a Bepin che con molta passione e spendendo di tasca sua, si è preso la briga di girare nei vari club, tra cui il mio di Valdagno, per promuovere AD. Quindi le basi ci sono, la volontà anche, le persone motivate pure.

Io però resto della mia opinione e cioè che manca fondamentalmente la quantità, cioè a confronto dei numeri di fips o Umpem, siamo ancora troppo piccoli per poter avere peso percui, in sedi decisionali la nostra voce potrebbe non essere ascoltata, vanificando di fatto tutti gli sforzi fatti.

A mio avviso conviene continuare ancora per la strada che abbiamo intrapreso, accogliere altre adesioni e sopratutto diffondere il messaggio, farlo capire, sono convinto che quando avremo "peso" sarà più facile che ci ascoltino.

Ovviamente è solo la mia opinione

matteof


P.S. x Laura, beata te che vai in ferie, io sono il solito pirla che lavora sempre e comunque 365 giorni all'anno.

13:13
13 agosto 2009


marble

Vicenza

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messaggi5

ciao Matteo,

in effetti penso proprio che sia stato Bepin o Francesco che ci ha presentato l'anno scorso, ma non abbiamo avuto occasione di parlarci.

come aveva accennato Laura  e come mi hai precisato tu, so che vi siete già mossi in certe realtà, e sono contento nel sentire che qualcuno si sbatte già, ben venga ed è pure quello che auspico io, senza dubbio; i numeri sono ancora pochi, lo so, e per avere più credito (preferisco questo termine a quello di "peso") sarebbe meglio essere in tanti, e da qui la necessità di farsi conoscere e far conoscere i principi di AD anche ad altri. importante ad altri che esulano dalla PAM, questo lo ritengo fondamentale. in pratica la mia sensazione è quella che si deve forse registrare meglio la mira con un programma di conoscenza di AD preciso ed organico (bada bene che in questa sede mi sento di dare solo la mia opinione, con considerazioni che lasciano il tempo che trovano: siamo in agosto) ed a largo raggio, soprattutto per coinvolgere più gente delle altre tecniche.

per quanto riguarda invece il discorso peso politico ed il paragone a realtà come UNPEM e FIPSAS etc etc, beh, in quel caso continuo a credere che un'eventuale asociazione AD si debba porre parallelamente a organizzazioni con altri scopi e finalità, ma possa essere un valido partner per certi temi ambientali e di pesca sostenibile. io mi curo poco del peso politico che può avere AD, penso sia più sano mantenersi fuori dai giochi di potere diretti, ma porsi in modo trasversale.

magari uno di questi giorni di fronte ad una birra o in faccia ad un fiume ci facciamo due chiacchiere…

p.s. se stasera sei off, io dovrei fare una capatina in Brenta.

buone cose,

Marco

15:50
13 agosto 2009


matteof

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messaggi4

Ciao Marble,

intanto scusami ma la mia memoria non è più quella di quando ero giovane e quindi mi capita spesso, troppo spesso, di non ricordarmi di persone che mi vengono presentate, porta pazienza… xò vecio.

Tornando ai discorsi seri, quello che proponi tu è ottimo e condivisibile, allargare gli orizzonti è sempre utile, sopratutto mi farebbe piacere che oltre alle adesioni (sempre ben accette) sia il messaggio in sè che "emana" AD ad essere sottoscritto, anche solo a livello di propria coscienza personale. Per quanto riguarda invece AD in termini "politici" più che parallelamente di questi tempi sembra che si corra nel verso opposto, l'importante però è che noi siamo nella direzione giusta Laugh
Stasera…Brenta… MAGARI!!!! sono sommerso di lavoro, ne avrò fino a marzo/aprile del 2010, poi se tutto va bene potrò prendermi qualche giorno. E' già tanto se domenica riesco a fare due lanci un ora a lucci.
Grazie comunque dell'invito, magari alla prima occasione ci si trova.
Ciao

20:43
13 agosto 2009


Angelofrank

Junior

messaggi8

Ultimo aggiornamento messaggio: ore 18:46 – 13 August 2009 | autore: Angelofrank
Ultimo aggiornamento messaggio: ore 18:47 – 13 August 2009 | autore: Angelofrank


Ciao a tutti voglio condividere qui quello che ho espresso via mail.
Profonda e attenta l'analisi di Marco Sammicheli  e di Mario Narducci pres. Spinning Club Italia che  ha scritto via  mail, entrambi toccano la realtà e le contraddizioni del nostro mondo pesca.
 
Condivido i timori di Mario,in un contesto di pesca globale,per me, non siamo ancora pronti a fare il passo….
 
AD è nata da subito con lo scopo di essere un protocollo,un riferimento per i pescatori stop tutto quà.
E' sempre stata esclusa la trasformazione in una nuova Associazione, cosa temuta da molti.
La gente di pesca  è stufa di persone che cercano una nuova poltrona , il sottoscritto ne occupa 4 o 5 :-) , ma con AD abbiamo dato una nuova immagine,per me vincente….
 
La gente di pesca è stufa anche di Fipsas e Unpem, anche se la maggior parte non ha mai fatto nulla per migliorarle,o almeno conoscerle dal di dentro.
La gente di pesca (tranne i soliti 4 gatti) ha fatto poco anche per AD, come ha fatto poco per il Valsesia pinna blu(sempre 4 gatti), fa poco per il mare (a parte 4 gatti  Marco compreso..), fa poco per i fiumi… e farà poco anche per eventuali nuove Associazioni…   
 
Certo che AD ha dei limiti,non ha un presidente,un vice,un segretario,un consiglio… ma ha un consenso maggiore di qualsiasi club o associazione di soli pescatori a mosca…consensi destinati ad aumentare e non potranno mai diminuire.(non ha tessere da rinnovare).
AD non ha tesserati e quindi non ha disponibilità economiche…
Limiti importanti per chi vorrebbe di più,ora è da capire cosa si vuole fare,quali obbiettivi?
Nell'immediato per il progetto "scuola" si potrebbe chiedere l'aiuto dei club aderenti,essendo entità riconosciute i club avrebbero anche la possibilità ad accedere a contributi pubblici,da poi versare per l'iziativa "AD nelle scuole". 
 
Come dicevo sopra non c'è ancora la giusta consapevolezza tra i pescatori per avere una forza per un'unica Associazione in grado di essere alternativa a quelle esistenti, certo si pùo fare comunque,si mette giù uno statuto e via…dei 700 iscritti avremo la conferma della metà….forse..
E' questo lo scopo? 
Non converrebbe invece entrare in modo attivo in Unpem, Fipsas e ovunque fosse possibile e portare lì la voce di AD? e poi quando i tempi saranno maturi fare il passo….
 
La mia vuol essere soltanto una riflessione ad occhi aperti, certo i sogni appartengono anche a me e nel caso sarò sempre dei vostri.
A presto
Angelo 

10:58
17 agosto 2009


marble

Vicenza

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messaggi5

Ciao Angelo,

mi ricollego alla tua frase: non c'è ancora la consapevolezza tra i pescatori per avere un'unica associazione alternativa…………….non converrebbe invece entrare in modo attivo in UNPEM, FIPSAS e ovunque fosse possibile e portare lì la voce di AD……

sono d'accordo, anche se la mia opinione è quella che la consapevolezza tra realtà di pesca così eterogenee non possa portare ad un'unità di intenti totale, anche in futuro. per questo sono d'accordo che nonsono maturi i tempi, ma penso anche che anziché "entrare" a vario titolo in associazioni esistenti, sarebbe più opportuno porsi come interlocutore e "consulente esterno" (passami il termine) a cui delegare la promozione di temi di sensibilità ambientale (comunque in collaborazione).

la costituzione di AD in associazione non la vedo come necessaria, ma come "effetto collaterale" di una presa di coscienza più consapevole che può portare è vero ad una diminuzione di consensi (temporanea penso), ma ad un migliore affinamento degli obiettivi, e anche alla possibilità di accedere a finanziamenti e risorse utili per portare avanti discorsi in modo concreto (alla fine sono sempre pochi e per vari motivi quelli che si sbattono seriamente, ma penso sia così in tutte le realtà associative).

riflessioni in libertà, anche da parte mia,

buone cose,

Marco


21:54
17 agosto 2009


Angelofrank

Junior

messaggi8

Ciao Marco,

Grazie, come sempre molto sobrio il tuo pensiero.

Sì hai ragione il nostro "parlare" vuol essere soltanto un modo costruttivo  di affrontare i progetti, e i miei pensieri in particolare devono essere interpretati solo in tal senso,non vogliono aprire polemiche disfattiste,ma soltanto un modo secondo me costruttivo di vedere le cose ad occhi aperti, da diversi anni sono coinvolto in modo diretto con " il mondo delle Associazioni dei pescatori" e quindi credo di averne una buona conoscenza.

Torniamo all'argomento principe :

Certo portare iniziative come consulente o interlocutore esterno può essere un'opzione,io credo che tutti i mezzi siano corretti per portare la nostra voce nei posti decisionali.

Certo è che se vogliamo(speriamo di…) essere ascoltati ,spesso è necessario entrare nei direttivi per riuscire a portare la NOSTRA voce fino in fondo….

Quando è stata presentata la bozza della legge regionale del Piemonte (pesca),ci siamo trovati più volte, (diverse Associazione Pam e non) e abbiamo preparato diverse  modifiche e diverse proposte al progetto di legge…eravamo una rappresentanza di alcune migliaia di  pescatori, avevamo (abbiamo) esponenti nelle consulte provinciali e regionali piemontesi…Eppure non hanno accolto NESSUNA nostra proposta….

Creare un'Associazione Nazionale non è cosa semplice,certo non è necessario avere tantissimi associati….ma sarebbe un'ottimo biglietto da visita per essere ascoltati.

Prima di tutto come dicevo giorni fa, dobbiamo sapere cosa vogliamo,ovvero i nostri obbiettivi.

Ipotizziamo che vogliamo un'Associazione Nazionale Pescatori che venga ascoltata e abbia la possibilità di proporre interventi per la salvaguardia del nostro ambiente acqua.

è necessario avere il riconoscimento Nazionale( Quello che l' UNPeM non ci riesce) quindi sono necessarie sedi in diverse provincie per un buon numero di regioni, le sedi devono avere caratteristisce particolari con targa con orari, telefono ecc. ecc.

Queste sedi devono dimostrare attività nel territorio,ma per essere ascoltati nel territorio almeno devi avere un rappresentante in consulta….ma per essere in consulta devi essere riconosciuto almeno in ambito provinciale…un cane che si morde la coda :-)

Non è impossibile, ma è impegnativo,per questo la maggioranza delle Associazioni si appoggia ai Club( e viceversa), perchè i club,spesso, hanno una struttura con le caratteristiche richieste,  i club,a loro volta,ne  traggono beneficio perchè avendo alle spalle un'Associazione riconosciuta spesso hanno qualche spazio in consulta e presso le Amministrazioni locali(provincie e regioni) e qualche possibilità in più per eventuali contributi.. 

Dimenticavo spesso per avere diritto ai contributi devi essere in attività da almeno due anni…

A presto

Angelo

12:53
31 agosto 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Ciao a tutti,

ottimi spunti gli ultimi vostri, e realistiche le obiezioni di Angelo.

Solo alcune mie perplessità:

  1. Unpem lamenta la mancanza di collaborazione da parte del territorio ad un buon funzionamento del nazionale… che sia volontario ostruzionismo ne dubito, rimane comunque il problema che senza la collaborazione dei club, spesso bastanti a se stessi, unpem nazionale funziona male, se funziona male i club, anche quelli collaborativi, iniziano a pensare ancor più che si bastano da soli.
  2. Fipsas non sembra essere interessata agli argomenti che ci stanno a cuore, a meno di non ricondurre l'intera federazione all'operato di pochi battitori liberi, targati fipsas. Gli stessi probabilmente farebbero bene quello che fanno anche sotto altre targhe, unpem o pinco pallo…
  3. AD nelle scuole sostenuta dai club. Ottima idea. Quando si è fatta girare la email dell'iniziativa a qualcuno che proponeva la cosa al club credo aver risposto: se pensi che il club sia disponibile a farsi carico di portare avanti il progetto a nome AD, quindi non riconducibile ad un'area territoriale circoscritta, ben venga. Se il club vuole targare la cosa come sua iniziativa (e molti sono i club, sparsi sul territorio che hanno attività di formazione per i bambini) la cosa perde in parte di significato e viene ricondotta a normale attività di club di zona. Non ho più ricevuto notizie in proposito da alcun club.

Laura