Cara Laura, noto con piacere che non sono il solo ad aver acquistato il bel libro di Zerunian. Meriterebbe una diffusione maggiore fra tutti i pescatori, soprattutto fra le generazioni più giovani che, solo per demerito (o merito?) anagrafico non hanno potuto usufruire, come quelli della mia generazione, di ambienti ancora abbastanza naturalmente integri.
A proposito di cheppie, al di la delle insormontabili dighe, sbarramenti, ecc.. che ne hanno progressivamente e definitivamente limitato la entusiasmante corsa ai luoghi di frega atavici, penso che un maggior rispetto per questo delicato pesce (che tira come sa fare un pesce salato, ma velocemente tira anche le cuoia se maltrattato) dovremmo iniziare a portarlo noi pescatori, sia spinner che moschisti.
Nei periodi e nelle annate favorevoli, almeno sul Taro dove sono andato alcune volte, non è assolutamente infrequente assistere a vere e proprie frenesie piscatorie. Mi spiego meglio, io mi stanco molto in fretta, una decina al max di catture e poi sto a guardare gli altri. C'è gente, ripeto sia a mosca che a ondulante, che continua imperterrita a salpare pesci finchè dura la festa, raggiungendo a volte numeri di svariate decine di catture, trasformando un diletto in un lavoro a cottimo (hai presente strippare per ore???), e certamente nuocendo sia a qualche (???) pesce sia probabilmente ad una riuscita già difficile delle freghe.
D'accordo che è tutto C&R, ma………………………
Una sana autolimitazione ci vorrebbe.
Ciao
Cristiano