Autodisciplina 2008 – Etica di pesca

Forum

Devi avere effettuato il login per poter inviare un messaggio
Cerca nei forum:


 






Cheppia (Alosa)

UtenteMessaggio

21:05
17 marzo 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

Tratto da Zerunian: "Condannati all'estinzione?"

Le popolazioni di questa specie hanno subito negli ultimi decenni consistenti decrementi demografici. Per l'Alosa possono essere individuate due cause principali: la costruzione di dighe e di altri sbarramenti trasversali dei corsi d'acqua, che impediscono il raggiungimento delle aree di frega; la pesca eccessiva, esercitata sui riproduttori in migrazione genetica [.........]. Tutte le specie del genere Alosa sono riportate nella Direttiva 92/43/CEE tra le "specie animali e vegetali d'interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di zone speciali di conservazione" (all. II) e tra le "specie animali e vegetali d'interesse comunitario il cui prelievo nella natura e il cui sfruttamento potrebbero formare oggetto di misure di gestione" (all. V)

La cheppia è uno dei non molti pesci italiani anadromi (vive in mare e risale in acqua dolce per la riproduzione); gli sbarramenti, l'inquinamento, la pressione di pesca eccessiva hanno fatto si che le popolazioni di pesca nel Po non riescano a risalire oltre lo sbarramento di Isola Serafini, nel Tevere ne sono ormai presenti rarissimi esemplari. L'unico fiume dove ancora pare vi sia una risalita più o meno consistente è il Magra.

Varrebbe la pena pensare ad iniziative inerenti la salvaguardia di un pesce  inserito  nella "lista rossa dei pesci d'acqua dolce indigeni italiani" sotto la voce 'Vulnerabile' a causa di inquinamento e pesca illegale. Mi piacerebbe sentire altri pareri.

Laura

09:19
19 marzo 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

E' stato interessato a tal proposito il 'gruppo valutazione iniziative di tutela' composto da (come da comunicato AD diffuso a suo tempo tra i sottoscrittori):

Angelo Fanchini, Nicola Foglio, Claudio Flamini, Osvaldo Velo, Maurizio Capolaro, Ivano Mongatti.


15:55
20 marzo 2009


Cristiano Iaconi

New

messaggi3

Cara Laura, noto con piacere che non sono il solo ad aver acquistato il bel libro di Zerunian. Meriterebbe una diffusione maggiore fra tutti i pescatori, soprattutto fra le generazioni più giovani che, solo per demerito (o merito?) anagrafico non hanno potuto usufruire, come quelli della mia generazione, di ambienti ancora abbastanza naturalmente integri.

A proposito di cheppie, al di la delle insormontabili dighe, sbarramenti, ecc.. che ne hanno progressivamente e definitivamente limitato la entusiasmante corsa ai luoghi di frega atavici, penso che un maggior rispetto per questo delicato pesce (che tira come sa fare un pesce salato, ma velocemente tira anche le cuoia se maltrattato) dovremmo iniziare a portarlo noi pescatori, sia spinner che moschisti.

Nei periodi e nelle annate favorevoli, almeno sul Taro dove sono andato alcune volte, non è assolutamente infrequente assistere a vere e proprie frenesie piscatorie. Mi spiego meglio, io mi stanco molto in fretta, una decina al max di catture e poi sto a guardare gli altri. C'è gente, ripeto sia a mosca che a ondulante, che continua imperterrita a salpare pesci finchè dura la festa, raggiungendo a volte numeri di svariate decine di catture,  trasformando un diletto in un lavoro a cottimo (hai presente strippare per ore???), e certamente nuocendo sia a qualche (???) pesce sia probabilmente ad una riuscita già difficile delle freghe.

D'accordo che è tutto C&R, ma………………………

Una sana autolimitazione ci vorrebbe.

Ciao

Cristiano


12:40
24 marzo 2009


Laura

Genova

Junior

messaggi95

L'idea di mettere in piedi una iniziativa per puntare l'attenzione sui danni che vengono perpetrati sia da reti in foce in periodo di risalita sia dal sottovalutare la questione da parte dei pescasportivi, sembra possa prendere forma.

Si potrebbe pensare a qualcosa di non molto ambizioso, una piccola relazione sulle caratteristiche e l'importanza della Cheppia come pesce da tutelare (fatta da qualcuno del mestiere e già c'è chi ha dato la sua disponibilità) e una lettera a nome di quelli di AD che se la sentono di sostenere questa iniziativa da inviare alle province che hanno competenza sui fiumi interessati dalla risalita, agli organi e/o volontari preposti alla vigilanza per i territori di competenza e magari a qualche testata locale (e magari ci và di fortuna e pubblicano).

Chi può fornire ulteriori notizie in proposito e ha voglia di collaborare può farlo tramite email ai seguenti indirizzi:

segreteria@autodisciplina.org

info@autodisciplina.org

o tramite il forum.

C'è da individuare poi il modo in cui raccogliere le firme tra i sottoscrittori di AD.

Grazie. Laura