Cemento nel Lemme
Trote, gamberi di fiume morti probabilmente per soffocamento, in poco meno di due giorni nel tratto del torrente Lemme, che si trova nei pressi della località Molini. Ad accorgersi dell’incidente è stato il personale del Parco delle Capanne di Marcarolo, su segnalazione di alcuni escursionisti.
Il problema, che riguarda il tratto a monte del Lemme, per diversi chilometri, è sorto in località Camparo (Comune di Fraconalto), dove una ditta, per conto della Provincia, sta realizzando una massicciata per ripristinare la sponda della strada provinciale, che corre parallela al torrente. Il cemento, utilizzato in alveo, è considerato dal personale dell’ente di tutela, la causa principale della morte dei pesci. La zona è tra l’altro oggetto di progetti che puntano alla tutela e alla valorizzazione, che hanno portato in questi anni al ripopolamento delle trote e dei gamberi di fiume. «Quello che è accaduto è un vero e proprio disastro – afferma Giacomo Gola, responsabile dei guardia parco -Per avere una dimensione del problema basti pensare che per far tornare le trote e i gamberi in questo tratto ci vorranno tra i quattro e i cinque anni»..
In questi giorni verranno fatte le analisi ad alcuni animali recuperati per stabilire con precisione la causa della morte. Anche se non si tratta di una contaminazione chimica in senso stretto, la qualità dell’acqua non ha subito un’alterazione, secondo i tecnici allo stato attuale il Lemme è finito nell’elenco dei fiumi inquinati. «In base a una delle classificazioni usate in questi casi, l’ibe (indice biotico esteso, ndr) il torrente da classe quinta è passata alla prima, la stessa del Lambro e del Sarno», conclude Gola.
La moria dei pesci si è estesa dalla località Camparo sino ad alcuni chilometri più a valle anche per la pioggia caduta tra sabato e domenica, che ha trascinato il cemento lungo il corso del torrente.
Mentre le guardie ecologiche della Provincia hanno già fatto una denuncia amministrativa per stabilire la responsabilità di quanto è accaduto l’altro giorno, i responsabili del Parco stanno valutando anche la possibilità di presentare un esposto alla Procura di Alessandria per l’inquinamento delle acque.
Nel tratto interessato non c’è una presenza di acquedotti o di captazione per utilizzo agricolo dell’acqua ma il danno ambientale è elevato.
(fonte www.ilsecoloxix.it)